22 gen 2017

Il profumo delle foglie di limone



Come spesso accade…i best sellers mi deludono!
Era già accaduto con questo libro che non ho proprio digerito e lo stesso è accaduto 
altre volte con titoli molto enfatizzati dalla critica che invece a me non sono per niente piaciuti. 
Una cosa però ho imparato: non li compro più ma li prendo in prestito, 
almeno i soldi di un’edizione costosa li avrò risparmiati no?
Veniamo a questo romanzo. Thriller psicologico dicono…ma a me di tensione 
non ne ha messa nemmeno un po’. La trama è interessante e a mio avviso poteva 
essere sfruttata meglio. Il tema della Shoah ha da sempre un ascendente notevole su di me 
eppure questa volta mi è sembrato essere inserito in una dimensione unicamente 
da romanzo che da testimonianza reale e che pertanto non è stata per nulla coinvolgente o toccante.
Il racconto l’ho trovato davvero molto lento e ripetitivo; l’autrice, nel tentativo vano di rendere più interessanti i personaggi, si lancia in descrizioni dettagliate e ripetute delle loro azioni e dei loro pensieri del tutto inutili. Julian che continuamente parla della sua preoccupazione di assicurare serenità a sua figlia lontana, Julian che impavido oltre ogni limite (ultraottantenne) si espone a pericoli senza che gli succeda mai nulla, Julian che per un quarto del libro fa appostamenti senza alcun risultato elencando tutti i tipi di medicine che deve ingollare dall’alba al tramonto. 
Credo di aver cominciato ad entrare nella storia come minimo da pagina 100 in poi!
Anche la protagonista femminile non tocca le corde del cuore e appare subito alquanto sciocca la sua immediata fiducia riposta in due sconosciuti dai quali decide perfino di trasferirsi! 
Allo stesso modo, appare il suo capitolare nei confronti di un 
pericoloso elemento di cui si innamora in tre secondi netti.
Del tutto deludente poi il finale. 
Ho letto in giro che l’autrice abbia volutamente lasciato in sospeso la parte finale 
della storia perché aveva in mente di scrivere un seguito (peraltro giù pubblicato) 
ma la mia delusione non deriva da qualcosa lasciato incompleto quanto piuttosto 
da qualcosa che non è mai successo. 
Per tutto il libro aspetti una rivelazione, un colpo di scena, una svolta…ma niente!
Alla fine la sensazione che ci rimane non è (come si vuol far credere) che il male trionfi sempre 
ma è invece ovvio che per punire gli ingiusti ci vogliono le persone e i metodi giusti 
e ai nostri protagonisti sono davvero mancati
Bene, il mio parere su questo libro non è proprio positivo … 
ditemi almeno che il sequel è più interessante ;)


LA TRAMA

Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.

20 gen 2017

Maple-pecan shortbread di Martha Stewart senza glutine



Penso che uno degli investimenti più azzeccati fatto sui libri di cucina, 
sia proprio sta sui COOKIES di Martha Stewart. 
Non solo lei come ben noto è sempre super precisa e affidabile, 
ma i suoi biscotti sono davvero tutti, tutti ma proprio tutti da provare!
Ultimamente vi avevo parlato di questi Cutouts buonissimi e belli da regalare, 
ma in passato avevamo anche gustato queste deliziose Girandole ai fichi
oppure questi speciali Cantucci al cioccolato e pistacchio.
 Cercate il Tag Martha Sterwart e scegliete con comodo ;)

Gli Shortbread che vi propongo oggi sono altrettanto spettacolari con l’aroma inconfondibile dello sciroppo d’acero che così tanto conferisce personalità ai dolci e poi con le noci Pecan, più delicate delle nostre noci e molto scenografiche. Sono veloci da preparare e come al solito potete attrezzarvi in due fasi diverse e suddividere la fatica anche su due giorni. Bene…al lavoro!


Ingredienti per 42 biscotti

2 ¼ cups di farina multiuso
½ cup di farina per dolci

Per me 385 gr di Mix di farine naturali  senza glutine per Biscotti e Crostate
½ teaspoon di sale  (un pizzico)
½ cup di noci pecan tritate finemente (60 gr)
 42 metà intere di noci pecan per decorare
¾ cup di zucchero semolato (130 gr)
2 stick o 1 cup di burro a temperatura ambiente (225 gr)
¼ cup di sciroppo d’acero (60 gr)
1 tuorlo
¼ teaspoon di estratto di acero (io di vaniglia pura)
1 uovo leggermente sbattuto
Turbinado sugar (che io ho sostituito con quello che vedete in foto)



Setacciare le farine con il sale e disporle in una ciotola con le noci tritate finemente.
Nella ciotola del Kenwood mettere ora lo zucchero e il burro, montare la frusta gommata 
e lavorare a velocità alta fino a montare il composto e farlo diventare bianco (circa 1 minuto). Aggiungere lo sciroppo d’acero, il tuorlo e la vaniglia e lavorare ancora a velocità media amalgamando tutti gli ingredienti.  Abbassare la velocità e continuando a lavorare unire gradualmente il mix di farine. Avvolgere l’impasto in pellicola trasparente per alimenti e mettere in frigo
per un paio d’ore o anche per tutta la notte.
Trascorso questo tempo, preriscaldare il forno a 200° statico.
Spolverare una spianatoia con farina di riso finissima senza glutine e stendervi l’impasto ad un’altezza di poco meno di mezzo centimetro, aiutandosi con un mattarello. Usando un taglia biscotti rotondo del diametro di 5 cm. tagliare tutti i biscotti e disporli su una leccarda rivestita di carta da forno. Sbattere l’uovo e pennellare la superficie dei biscotti. Disporre la metà della pecan su ogni biscotto esercitando una leggera pressione e distribuire lo zucchero in cristalli sulla superficie.
Cuocere i biscotti per 15  minuti rotando la teglia a metà cottura.
Estrarli da forno e lasciarli raffreddare completamente su una gratella.
Si conservano molto bene in un contenitore ermetico per 5/7 giorni
 

Buon Gluten Free (Fri)day a tutti voi!


17 gen 2017

Carciofi ripieni senza glutine


 Fra un po' finiranno gli ultimi carciofi romaneschi e bisognerà aspettare
ancora qualche mese per trovarne in primavera.
Nel frattempo vi lascio una ricetta che all'apparenza potrebbe sembrare
trita e ritrita ma in realtà è una di quelle preparazioni di cui ognuno
ha la propria versione. Questa è la mia 😋
 
 
Ingredienti:
6 carciofi
100 g di pancetta affumicata senza glutine
100 g di mozzarella
1 tuorlo
2 limoni non trattati
4 cucchiai di pangrattato senza glutine
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
prezzemolo fresco
sale e pepe
250 ml di brodo vegetale

Lavate i limoni, grattugiatene la buccia e tenetela da parte.
Disponete dell’acqua in una ciotola, spremeteci dentro il succo di uno dei due limoni e lasciate quest’ultimo nell’acqua.  Tagliate a metà l’altro limone e tenete da parte.
Tagliate i gambi ai carciofi pareggiandone la base e cominciate a sfogliarli eliminando le foglie esterne più dure. Tagliate la punta, massaggiate il carciofo con il limone per non farlo annerire e tuffatelo nella ciotola con l’acqua acidulata. Procedete in questo modo con tutti i carciofi.
In un’altra ciotola mescolate il tuorlo con un pizzico di sale, una macinata di pepe, la mozzarella sbriciolata, il parmigiano, la buccia del limone, la pancetta tagliata a dadini, e il prezzemolo. Suddividete questo composto in sei parti uguali.
Prendete ora ogni carciofo e scolatelo poi aprite delicatamente le foglie 
e farcite con il ripieno preparato.
Procedete nello stesso modo con tutti i carciofi.
Scegliete una pentola che possa contenere tutti e sei i carciofi tenendoli stretti fra loro e versate sul fondo due cucchiai di olio extravergine di oliva. 
Disponete i carciofi nella pentola, irrorate con il brodo e coprite.
Cuocete per circa 30 minuti e serviteli caldi ma anche a temperatura ambiente.
Buoni anche il giorno seguente.


 

Questa mia ricetta è stata pubblicata su Free di marzo 2015

13 gen 2017

Parigina senza glutine



 Erano anni che la vedevo in rete e nei bar e mi prendeva la voglia ma...
più che la voglia di farla era la voglia di mangiarla ad avere il sopravvento.
Eh si perché l'idea e il tempo di preparare la pasta sfoglia non c'erano mai.
Poi è arrivata la Sfoglia Buitoni; comoda e funzionale e dai...una volta ogni tanto se po' fà!
Ecco come ho preparato questa deliziosa alternativa alla tradizionale pizza.
La ricetta che inserisco qui per la pizza, è stata realizzata con la farina di EsSenza glutine
di cui vi ho parlato in questo articolo. Potete provarla ordinandola online sul sito di
Sglutinati (ricordate che i soci di Gluten Free Travel & Living hanno diritto a uno sconto
su tutti gli ordini). Se invece avete la vostra ricetta di pizza a cui siete affezionati...
andrà benissimo anche quella!

Ingredienti
Per la pizza
300 gr di farina per pane EsSenza glutine
5 gr di lievito di birra fresco
190 gr di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
Per farcire
3 o 4 fette di prosciutto cotto senza glutine
200 gr di scamorza bianca
200 gr circa di passata di pomodoro
Per coprire
1 rotolo di pasta Sfoglia Buitoni senza glutine

Cominciamo a preparare la pizza
Sciogliere il lievito di birra nell'acqua appena tiepida e lasciar agire.
In planetaria lavorare le farine aggiungendo l'acqua gradualmente
e unendo poi l'olio e il sale.
Lavorare per 5 minuti e trasferire in una ciotola coperta
lasciando lievitare per circa 2 ore.
Riprendere l'impasto e lavorarlo su una spianatoia leggermente infarinata.
Formare poi una palla e stenderla con il mattarello in un disco del diametro
di circa 30 cm. Ungere una teglia della stessa misura e adagiarvi la pasta.
Condire la passata di pomodoro con un pochino di sale e olio e
spargerne metà sulla pizza.


Coprire con il prosciutto e con la scamorza tagliata a dadini
per poi versarvi sopra la rimanente passata.
Coprire il tutto con il disco dipasta sfoglia e richiudere il bordo della
pizza sopra la sfoglia sigillando con i rebbi di una forchetta.
Bucherellare la superficie e cospargere con un cucchiaio di olio Evo


Non vi resta che cuocere la Parigina senza glutine in forno caldo a 200°,
modalità statica, per circa 30 minuti.
Una buona birra fredda, un bel film e la serata è organizzata!

 
Happy Gluten Free (Fri)day a tutti!


11 gen 2017

Chelsea Buns senza glutine


Chi mi segue ormai lo sa: sono una fan della Gaia Celiaca!
L’elenco delle sue ricette provate da me è molto lungo, una su tutte la deliziosa
 Qualche tempo fa ho provato questi deliziosi Chelsea Buns, presi dal suo libro Il Pane senza glutine da cui vi avevo già proposto ad esempio, questa spettacolare focaccia etnica
e questi soffici Panini al latte

Adoro i dolci alla cannella, per non parlare di quelli con il burro e questi Buns ne sono ricchi!

Per realizzare questa ricetta, ho seguito scrupolosamente le sue indicazioni ed ho utilizzato anche la stessa miscela di farine perché, vi ricordo, cambiando farine senza glutine andrebbero dosati diversamente anche i liquidi per cui prima di avventurarvi in variazioni di sorta pensateci bene!
L’unica piccola, minuscola modifica che ho apportato è stata l’aggiunta di vaniglia pura nella farcia e l’eliminazione di cumino e chiodi di garofano. 
Per il resto tutto perfetto tranne forse che, per il mio gusto, avrei gradito un tantino di farcia in più!
Non badate alla forma delle mie spirali…quelle di Gaia sono bellissime ;)



Ingredienti

Lievitino
10 gr di lievito di birra fresco
100 ml di latte tiepido
1 cucchiaio di zucchero di canna (io chiaro)
100 gr di farina per dolci lievitati Molino dalla Giovanna

Impasto
400 gr di farina per dolci lievitati Molino dalla Giovanna
200 ml di latte tiepido
50 gr di burro morbido
35 gr di zucchero di canna (io chiaro)
½ cucchiaino di cannella in polvere senza glutine
½ cucchiaino di noce moscata
un pizzico di sale
1 uovo medio
farina di riso finissima senza glutine per la spianatoia

Per farcire  e glassare

150 gr di uva sultanina
50 gr di burro a temperatura ambiente
15 gr di zucchero di canna Demerara
½ limone non trattato
1/ cucchiaino di essenza pura di vaniglia (mia aggiunta)
3 cucchiai di confettura di albicocche senza glutine



Preparare il lievitino. In una ciotola sciogliere il lievito e lo zucchero nel latte appena tiepido per poi mescolarvi la farina con una forchetta in modo da sciogliere tutti i grumi. 
Coprire e lasciar lievitare un paio d’ore (se fa troppo caldo anche meno).
Nella ciotola del Kenwood, con la frusta K, miscelare la farina con il sale, lo zucchero, la cannella e la noce moscata e cominciando a lavorare a bassa velocità unire il burro a pezzettini, poi il latte, il lievitino e l’uovo leggermente sbattuto. Lavorare a velocità medio bassa per 5 minuti quindi ungere con olio di riso una ciotola e versarvi l’impasto. 
Coprire e far lievitare ancora per circa un’ora e mezza o finché il volume non sarà raddoppiato.
Mettere a bagno l’uvetta in acqua calda.

Nel frattempo preparare la farcia. Sempre nella ciotola del Kenwood, con la frusta gommata, montare il burro con lo zucchero, la vaniglia e la buccia di limone alla massima velocità fino a che il composto non diventerà bianco e spumoso.

Trascorso il tempo di lievitazione, riprendere l’impasto, scaravoltarlo su una spianatoia leggermente spolverata con farina di riso finissima e lavorarlo un po’ applicando qualche piega. 
Quindi, con il matterello, stenderlo in un rettangolo di circa 30 cm. x 40.

Spalmare la farcia sull’impasto livellando con una spatola poi strizzare l’uvetta e distribuire anch’essa sull’impasto. Arrotolare in maniera stretta (altrimenti i Buns si apriranno come è successo a me) l’impasto su se stesso con il lato lungo di fronte a voi. Utilizzando un coltello dalla lama molto tagliente, ricavare ora circa 18 fette da disporre su una leccarda ricoperta di carta da forno. Coprire con un canovaccio pulito e lasciar lievitare mentre riscaldiamo il forno a 190° statico.

Cuocere i Chelsea Buns per circa 25 minuti o finché non saranno dorati in superficie quindi 
estrarre la teglia dal forno e spennellarli con la marmellata fatta precedentemente 
sciogliere in un pentolino con un cucchiaio di acqua. Infornare nuovamente 
per 5 minuti per poi sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

Questi dolcetti sono deliziosi con una tazza di tè nero ma vanno benissimo anche 
per la colazione con un bel cappuccino. 
Il giorno dopo sono ancora buoni, malgrado secchino un pochino 
(come tutti i prodotti preparati con le farine Dalla Giovanna) ma basterà scaldarli 
qualche secondo in microonde per riaverli buoni come appena sfornati. 
Io ne ho anche congelati un po’ per potermeli gustare anche in seguito.

Grazie dunque alla nostra bravissima Gaia, per l’impegno che sempre mette quando 
ci fornisce le sue precise gustose e affidabili ricettine 💗




LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...